GLOSSARIO

Glossario

I termini arabi, andalusi e siciliani che ricorrono in queste pagine, e i nomi d’uso con cui la casa chiama le proprie cose. Nei titoli del sito le parole sono scritte in forma piana; la forma vocalizzata compare qui.

L’istituzione

Funduq (فندق)

funduq

Casa cinta di mura, in una città straniera, dove una comunità alloggiava, depositava merci, pregava e componeva le proprie controversie. Dal greco pandokeion, l’albergo aperto a chiunque arrivi. Da funduq derivano l’italiano fondaco, il veneziano fontego, il castigliano alhondiga e il catalano alfondec.

Funnacu

Forma siciliana di fondaco, nel senso di osteria con stalla. La lessicografia ottocentesca registra il funnacaru, chi tiene osteria.

Dar al-Hiraf (دار الحرف)

dar al-hiraf

Casa dei mestieri. È il nome del protocollo comune alle due case, quella siciliana e quella di Fez.

Al-Munya (المنية)

al-munya

Nell’uso andaluso, la villa suburbana con giardino. Nel progetto designa la foresteria, esercitata da soggetto giuridico distinto con propri soci e propri investitori, che versa alla Casa una somma fissa annuale.

Dar al-Bidaya (دار البداية)

dar al-bidaya

La casa dell’inizio. Designa l’ala di prova, dove si soggiorna senza corrispettivo: vi sta chi ha presentato domanda di ammissione, per il periodo di prova, e vi sta a soggiorno a termine chiunque voglia conoscere la casa senza proporsi come membro. Chi viene per riposare e non per conoscere la casa è ospite della Munya e paga. È un corpo di fabbrica della Casa, e non un soggetto giuridico distinto.

An-Nudama (الندماء)

an-nudamaʼ

I compagni di convito. Designa l’associazione dei sostenitori, che alloggia alla Munya e non ha voce nelle deliberazioni della Casa.

Futuwwa (فتوة)

futuwwa

Il codice di condotta delle confraternite di mestiere: lealtà fra compagni, obbligo verso chi ha meno, padronanza di sé, e doveri reciproci fra maestro e apprendista.

Tahkim (تحكيم)

tahkim

Arbitrato. Nel progetto designa la composizione delle controversie fra soci davanti a un collegio di tre membri.

I nomi della casa

Sono i nomi d’uso con cui la casa chiama le proprie cose. Negli atti e nei rapporti con le pubbliche amministrazioni valgono i termini italiani corrispondenti, che restano quelli del diritto associativo; nelle pagine che raccontano la vita della casa si usano questi.

Rafiq, rifaq (رفيق، رفاق)

rafīq, pl. rifāq

Il compagno, i compagni. È il nome con cui i membri della casa si chiamano fra loro, e corrisponde al socio e ai soci degli atti costitutivi.

Al-majlis (المجلس)

al-majlis

Il consesso dei rifāq riuniti a deliberare. Corrisponde all’assemblea dei soci: approva il bilancio, elegge e revoca il majlis al-umanā, delibera sulle esclusioni e sul niẓām ad-dār.

Majlis al-umana (مجلس الأمناء)

majlis al-umanāʾ

Il consiglio dei fiduciari, di tre o cinque membri eletti dal majlis fra i rifāq. Corrisponde all’organo di amministrazione; ciascuno dei suoi membri è un amīn.

Hay'at at-tahkim (هيئة التحكيم)

hayʾat at-taḥkīm

Il collegio arbitrale di tre membri cui sono deferite le controversie fra rifāq in materia contrattuale e associativa.

Nizam ad-dar (نظام الدار)

niẓām ad-dār

L’ordinamento della casa: orari, turni, uso degli spazi comuni, custodia degli strumenti, sanzioni interne. Deliberato dal majlis e rivisto almeno una volta l’anno.

Muallim (معلّم)

muʿallim

Il maestro di bottega. La funzione attiene all’organizzazione del lavoro e alla responsabilità tecnica, e non attribuisce alcun diritto ulteriore nel majlis.

Na'ib (نائب)

nāʾib

Il vice del muʿallim in bottega. Come tutte le funzioni operative, non vale un voto in più.

Sani (صانع)

ṣāniʿ

Chi lavora in bottega imparando il mestiere. Corrisponde all’apprendista del contratto di apprendistato.

I mestieri

Zellij (زليج)

zillij

Mosaico di tessere tagliate a scalpello una per una e composte per tassellazione geometrica. Dallo stesso termine deriva lo spagnolo azulejo.

Mocarabe (مقربص)

muqarnas

Costruzione a nido d’ape in gesso o in legno che raccorda una superficie curva a una piana. In italiano si usa anche muqarnas.

Yeseria

Termine spagnolo per la decorazione in gesso intagliato, tirato o stampato.

Alfiz

Cornice rettangolare che inquadra un arco, caratteristica dell’architettura andalusa.

Hammam (حمّام)

ḥammām

Il bagno a vapore, erede diretto delle terme romane. Nella casa appartiene alla giornata di lavoro e non ai servizi di cortesia, giacché il locale caldo, riscaldato dal pavimento, e il circuito del corredo che vi passa ne fanno parte di lavoro.

Tadelakt (تادلاكت)

tadelakt

Intonaco di calce levigato e trattato con sapone nero, impermeabile e senza giunti. È la finitura tradizionale delle superfici del hammam, ed è fra le voci che più facilmente sforano nel computo.

Adab (أدب)

adab

Il contegno, e insieme le lettere. Designa tanto la buona creanza appresa stando accanto a chi la pratica quanto il corpo di scritti che la trasmette: nelle botteghe le due cose non si separavano.

Acqua e clima

Fisqiya (فسقية)

fisqiya

Vasca al livello del pavimento, al centro della corte, pensata per esporre all’aria la maggiore superficie d’acqua possibile.

Salsabil (سلسبيل)

salsabil

Lastra inclinata, spesso ondulata, su cui l’acqua scende in lama sottile. La forma massimizza la superficie esposta all’aria, e con essa l’evaporazione, l’ossigenazione e il rumore che copre le voci.

Qanat (قناة)

qanat

Galleria drenante a lieve pendenza, con pozzi intermedi, che capta l’acqua di falda e la conduce a gravità. Se ne conserva una rete nella piana di Palermo.

Acequia

Canale d’irrigazione andaluso, con distribuzione a turni regolati. In siciliano saia, dall’arabo saqiya.

Alberca

Vasca-serbatoio del giardino e del podere andalusi. In siciliano gebbia, dall’arabo jabiya.

Aljibe

Cisterna, spesso pubblica e addossata alla moschea. Dall’arabo al-jubb.

Senia

Noria, ruota idraulica per il sollevamento dell’acqua. Dall’arabo saniya; il termine è ancora vivo in siciliano.

Camera dello scirocco

Ambiente ipogeo voltato, raffrescato dal passaggio di acqua corrente in una canaletta, spesso innestato su un qanat. La tipologia si diffonde nelle ville palermitane fra il Cinquecento e il Settecento.

Neviera

Cava o cupola interrata dove la neve invernale, coperta di felci e fogliame, si conservava fino all’estate. Commercio documentato sugli Iblei e sull’Etna fra Seicento e Ottocento.

Malqaf e badgir (ملقف)

malqaf

Dispositivi di cattura del vento propri rispettivamente dell’Egitto e del Levante il primo, della Persia e del Golfo il secondo. Nel progetto non sono impiegati, perché rispondono a climi diversi da quello ibleo.

Musica e poesia

Al-ala (الآلة)

al-āla

La musica classica arabo-andalusa del Maghreb, per orchestra di strumenti: il repertorio portato in Nordafrica dagli esuli di al-Andalus e conservato in raccolte di nawbat. È la musica dei concerti del programma pubblico.

Malhun (ملحون)

malḥūn

Poesia cantata in arabo dialettale, nata nelle corporazioni artigiane delle città marocchine. È un repertorio dei mestieri, e non di corte come l’al-ala: per questo sta bene in una casa di mestieri.

Qasida (قصيدة)

qaṣīda

L’ode classica araba, a rima unica e metro costante. Le citazioni di Ibn Hamdis e di Ibn Zaydun riportate su queste pagine sono tratte da qasa’id.

NOTA SULLE FONTI

Gli arabismi siciliani gebbia, saia, senia e margio sono confermati dalla lessicografia accademica. Catusu e dammusu arrivano al siciliano attraverso l’arabo ma risalgono a una base greca, e vanno citati con quella precisazione.