AMMISSIONE
Come si entra
Si è ammessi per nome, su domanda propria, e mai in ragione dell’origine, della discendenza, della fede o dell’appartenenza a una categoria. Ogni domanda può essere respinta con motivazione.

Il percorso
- 1. Domanda individuale. Presentata dall’interessato. L’organo di amministrazione delibera entro trenta giorni e comunica l’esito per iscritto.
- 2. Prova retribuita. Da due a quattro settimane in cantiere o in bottega. È retribuita perché è lavoro, e serve a entrambe le parti per sapere se la cosa regge.
- 3. Apprendistato. Contratto a termine definito, con data di inizio e data di conclusione scritte. Al termine il percorso si compie oppure prosegue.
- 4. Voto. Decorsi sei mesi di apprendistato, il majlis delibera sull’ammissione a socio con pieno diritto di voto. Si vota, e il voto può essere negativo: nessuno acquista la qualità di socio per il solo decorso del tempo. Il diniego è motivato per iscritto e non estingue il contratto di apprendistato in corso. Da quel momento gli altri lo chiamano rafīq, compagno, che è il nome d’uso della casa.
Chi può presentare domanda
Soltanto i maggiori di età. Nessun minore è ammesso alla vita comune, all’alloggio, ai turni di lavoro o al cantiere. Le attività didattiche rivolte ai ragazzi del territorio si svolgono in forma diurna, senza pernottamento, in spazi distinti da quelli della vita comune, e di norma presso istituzioni scolastiche o formative del territorio. La comunità residenziale e la formazione dei minori sono due mestieri distinti, con obblighi distinti.
Che cosa si accetta firmando
All’ammissione ciascuno sottoscrive lo statuto e il regolamento, che stabiliscono gli orari e la disciplina del lavoro, la condotta attesa negli spazi comuni, i termini dell’apprendistato, la proprietà degli strumenti e di quanto si produce, i motivi e la procedura di esclusione, e la clausola arbitrale.
Si accettano anche quattro cose in proprio favore, che nessuna assemblea futura potrà togliere senza il consenso di tutti: l’ammissione per domanda, l’assenza di obbligo di residenza, il recesso libero, e la reciprocità.
Come si esce
Il rafīq recede in ogni momento con comunicazione scritta, senza penalità né corrispettivo, conservando gli strumenti di lavoro propri e quanto ha maturato. Non deve spiegazioni, non perde nulla oltre l’appartenenza, e non è tenuto ad alcun periodo di preavviso oltre quello che il suo eventuale contratto di lavoro prevede.
L’esclusione
L’esclusione è deliberata dall’assemblea per gravi inadempienze, previa contestazione scritta degli addebiti e assegnazione di un termine non inferiore a quindici giorni per le difese; il socio interessato non partecipa al voto. Contro l’esclusione è ammesso ricorso al collegio arbitrale entro trenta giorni.