LA VITA COMUNE
La giornata e la regola
I membri della casa sono selezionati, e la selezione è severa. Una volta ammessi, la regola vale per tutti allo stesso modo.

I membri della casa si chiamano fra loro rifāq, compagni. Gli stessi orari, la stessa mensa, gli stessi turni di servizio, lo stesso abbigliamento da lavoro. Il figlio di una famiglia agiata spazza alle stesse condizioni di un apprendista arrivato senza nulla, e nessuno dei due è contrassegnato da quello con cui è arrivato. Lo statuto lo scrive in forma espressa: nessuna distinzione esteriore di trattamento è ammessa fra i rifāq in ragione delle condizioni economiche o familiari di ciascuno.
La regola non persegue l’austerità per sé stessa, ma mira a rendere possibile una cosa difficile, e cioè che diciassette persone all’apertura, e una trentina quando la casa sarà a regime, lavorino insieme per anni senza che le differenze di partenza diventino gerarchie.


Come si entra
Domanda individuale, prova retribuita, contratto di apprendistato, e il voto dopo sei mesi.

Nizam ad-dar, il regolamento
Orari, turni, uso degli spazi comuni, custodia degli strumenti, sanzioni interne. Lo rivedono i rifāq stessi, almeno una volta l’anno.

Dar al-Bidaya
L’ala di prova, aperta a chiunque e non ai soli richiedenti: un soggiorno che non si compra e che non promette nulla.

Il corpo e la giornata
Cavallo, arco, nuoto, palestra, hammam, e le partite con i ragazzi del posto. Il maneggio è anche il banco di prova della selleria.

Gli spazi comuni
Camere con arredi di pregio, sale di lettura, salotti d’estate e d’inverno, spazi di studio e di lavoro condiviso.
Che cosa i membri portano
Il proprio mestiere, i propri maestri, e i propri mezzi dove ne hanno. La casa è fondata dalla comunità che la abita, ed è questo a distinguerla da un intervento assistenziale: chi entra non riceve un servizio, entra in un corpo di cui diventa responsabile.
Il codice
Quello che la tradizione chiama futuwwa: lealtà fra compagni, obbligo verso chi ha meno, padronanza di sé, e doveri che corrono in entrambe le direzioni fra un maestro e il suo apprendista. Non si insegna a lezione: è il nome che le raccolte medievali davano a un insieme di comportamenti verificabili.
وَمِنَ الْفُتُوَّةِ تَرْكُ طَلَبِ عَثَرَاتِ الْإِخْوَانِ
Wa-mina l-futuwwati tarku ṭalabi ʿatharāti l-ikhwān
«È parte della futuwwa rinunciare ad andare in cerca degli inciampi dei propri compagni.»
Al-Sulami (m. 1021), Kitab al-futuwwa, parte prima.
Che cosa si mostra all’Europa
La perizia del lavoro, e la parte di una civiltà che l’Europa ha in gran parte smesso di vedere: la carità come obbligo e non come slancio, l’educazione dei giovani attraverso il lavoro, e il rango lasciato all’ingresso. Sono cose che si mostrano facendole vedere in funzione, ed è la ragione per cui il programma pubblico si svolge dentro la casa e sotto la sua regola.