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LA VITA COMUNE

Il corpo e la giornata

Cavallo, arco, nuoto, calistenia e sport di contatto, hammam. Il repertorio è quello classico dell’educazione del cavaliere, e una parte di esso è anche mestiere.

Il cavallo

La casa tiene due o tre cavalli, un maneggio, una palestra, una vasca e un hammam. Hanno un calendario deliberato dal majlis, l’assemblea dei rifāq, come i turni e la mensa: appartengono alla giornata, e non al novero dei servizi. Chi vive nella casa vi partecipa; chi non vuole, non partecipa.

Il cavallo, e la sella

Il cavallo è l’unico dei quattro esercizi che è anche mestiere. Un apprendista sellaio che monta capisce l’oggetto che costruisce: dove preme l’arcione, come lavora il cuoio sotto carico, perché una fibbia va messa in un punto e non in un altro. Un selliere che non ha mai montato costruisce oggetti corretti e inerti.

Il morso e la testiera

I ventitré ettari reggono stalle e paddock senza forzature, in corpo agricolo separato dalla corte: mosche, letame e polvere non stanno a cinquanta metri dalla cucina e dal banco del cuoio. Il maneggio è condotto da istruttore qualificato, con copertura assicurativa e visita medica come qualunque attività sportiva.

Arco, nuoto, corpo

Arco e nuoto appartengono al repertorio classico della furūsiyya, l’educazione del cavaliere: cavallo, arco, nuoto, resistenza, e l’adab che li accompagna. Qui sono quello che sono: discipline sportive, con federazioni, istruttori e regole note. La calistenia e gli sport di contatto completano la parte fisica della giornata, con tecnico federale e visita agonistica.

L’arco

L’arco. Elaborazione di studio.

La calistenia nella corte

La calistenia nella corte, mentre accanto si continua a lavorare. Elaborazione di studio.

Ciò che la casa non fa è altrettanto importante di ciò che fa. Nessun addestramento alle armi. Nessun grado di fratellanza, nessun giuramento, nessuna iniziazione. L’unico passaggio che la casa riconosce è quello di mestiere, dal ṣāniʿ al muʿallim, che si decide al banco sul pezzo e non in un rito, ed è descritto nella pagina del passaggio. La futuwwa che la casa adotta è un codice di bottega — lealtà fra compagni, obbligo verso chi ha meno, padronanza di sé, doveri che corrono nei due sensi fra maestro e apprendista — e appartiene al regolamento, non a un rito.

L’hammam, e il circuito del corredo

L’hammam sta negli spazi esistenti, insieme a spogliatoi, palestra, lavanderia e guardaroba. La sequenza è quella del lavoro: si esce dalla bottega, si passa dagli spogliatoi, si lascia l’abito sporco al guardaroba, si riprende quello pulito. È il modo in cui la casa può fornire il corredo a tutti e mantenerlo senza che nessuno lavi in camera. Come è fatto e come funziona sta nella pagina dell’hammam.

Le attività con contatto fisico e l’hammam si svolgono con la presenza di almeno due incaricati, secondo il calendario della casa, e mai su base individuale o per accordo privato. Il personale è in possesso dei titoli tecnici richiesti e delle verifiche di legge.

Queste ultime righe non sono un adempimento. In una struttura residenziale di soli giovani, i protocolli di contatto e la doppia presenza sono ciò che protegge insieme i ragazzi e chi lavora con loro, e sono la prima cosa che chiunque abbia titolo a controllare verrebbe a verificare.

Le partite con i ragazzi del posto

A intervalli regolari la casa apre i propri spazi ai giovani del comprensorio per una partita di calcio o per un’altra competizione sportiva. Non è un’iniziativa di animazione e non ha nulla di promozionale: è il modo più diretto in cui una comunità che vive dentro un recinto proprio si fa conoscere da chi abita intorno, e in cui i suoi membri conoscono a loro volta il territorio in cui lavoreranno.

La ragione è la stessa che regge l’intero progetto. Ciò che corrode una comunità distinta è l’isolamento più della differenza, e l’isolamento si rompe su un campo prima che a una conferenza. Chi ha giocato contro qualcuno sa come si chiama, e una casa i cui membri sono conosciuti per nome nei paesi vicini è protetta da un tipo di sospetto che nessuna comunicazione istituzionale saprebbe sciogliere.

Le partite si tengono sull’aia e sui campi della proprietà, con le stesse garanzie assicurative e sanitarie di ogni altra attività sportiva della casa, e figurano nel calendario del programma pubblico insieme alle mostre e ai concerti.

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