LE SALVAGUARDIE
Le salvaguardie
L’istituzione va descritta anche nella sua forma peggiore, perché è contro quella che un finanziatore compra una garanzia.

La residenza nel Fondaco dei Tedeschi era obbligatoria: un mercante tedesco a Venezia non era libero di alloggiare altrove. Tutte le sue operazioni passavano per sensali veneziani, e funzionari della Repubblica registravano il traffico. Al Fondaco dei Turchi le finestre verso il canale furono murate e fu lasciato un solo ingresso sorvegliato, dichiaratamente per la sicurezza di chi stava dentro. I battenti si chiudevano la notte dall’esterno.
Sono i caratteri di un recinto coatto, e comparvero ovunque l’accordo smise di essere reciproco. Dove una parte poteva imporre e l’altra soltanto accettare, la casa divenne uno strumento di controllo nel giro di una generazione. Qualunque versione moderna che non risponda a questo nei propri atti costitutivi arriverà allo stesso punto, quali che siano le intenzioni.
La differenza deve perciò essere strutturale e non dichiarata. Le sette clausole seguenti stanno nello statuto e sono modificabili soltanto con il voto favorevole di tutti i rifāq. In difetto di unanimità restano ferme.
Uno. Ammissione per domanda, mai per categoria
Nessuno appartiene alla casa in ragione dell’origine, della discendenza, della fede o dell’appartenenza a un gruppo. Ciascuno presenta domanda individuale, è ammesso per nome, e avrebbe potuto essere respinto: ogni domanda può essere rigettata con motivazione. La clausola sottrae alla casa la possibilità di diventare la sede assegnata a una comunità, che è il modo in cui i fondaci finirono.
Due. Nessun obbligo di residenza
Un rafīq può vivere nella casa o altrove. Nulla nella qualità di rafīq decide dove una persona dorma. La casa è residenziale, perché è così che un mestiere si trasmette e perché la vita comune è la cosa che si è venuti a fare; la clausola non nega quella forma, nega che qualcuno possa esservi trattenuto. Chi sceglie di vivere fuori resta rafīq, con la sola conseguenza che partecipa a ciò che la sua presenza consente. È la clausola che risponde direttamente all’obbligo di alloggio del Fondaco dei Tedeschi, e la sua presenza rende verificabile dall’esterno che la casa non trattenga nessuno.
Tre. Un’uscita che costa soltanto l’appartenenza
Il rafīq recede in ogni momento con comunicazione scritta, senza penalità né corrispettivo, conservando gli strumenti di lavoro propri e quanto ha maturato. Non subisce alcuna conseguenza oltre il cessare di appartenere. Il punto in cui arrangiamenti di questo tipo si rompono, per esperienza, è il momento in cui un membro desidera andarsene e le regole interne hanno silenziosamente acquistato più peso del diritto di recesso: per questo il recesso è scritto fra le clausole modificabili solo all’unanimità.
Quattro. Reciprocità
L’associazione mette il proprio statuto e il proprio regolamento a disposizione, alle medesime condizioni, di qualunque comunità intenda costituire una casa analoga. La reciprocità è la parte che di solito viene omessa quando si descrive il fondaco, ed è la parte che faceva il lavoro: l’accordo correva in entrambe le direzioni fra le due civiltà, il che significava che un abuso trovava risposta altrove, in una casa appartenente alla controparte. Scritta negli atti costitutivi, la clausola impedisce che il modello sia offerto a una comunità e negato a un’altra.
Cinque. I fabbricati non si alienano
I fabbricati sono vincolati alla destinazione e non si alienano se non all’unanimità. La Casa non possiede l’immobile in proprietà libera, e la clausola toglie a qualunque maggioranza futura il modo più rapido di chiudere la cosa, che è venderne la sede e distribuirne il ricavato.
Sei. Chi sostiene non governa
Ai fondatori, ai finanziatori, ai sostenitori e a chi intitola fondi di dotazione non sono riservati poteri di nomina negli organi, quote di voto ulteriori, categorie speciali di membri né facoltà di sospendere l’efficacia delle deliberazioni. È la clausola che un finanziatore legge per prima e che, se mancasse, renderebbe inutili tutte le altre: chi paga acquista una cosa sola, ed è che la casa esista e sia governata dai suoi membri.
Sette. L’alloggio dei fondatori, e i suoi limiti
Ai tre fondatori sarà riservato un diritto personale, vitalizio e non trasmissibile di alloggio in tre appartamenti al primo piano dell’ala nord, da costituire con atto notarile contestualmente all’acquisto. Sta fra le clausole blindate per il motivo opposto a quello che si sospetterebbe: i limiti sono la parte che conta. Il diritto non attribuisce alcun voto ulteriore, non è trasmissibile agli eredi, non si estende ad altri locali né ad altre persone, e nessuna maggioranza può ampliarlo più di quanto possa toglierlo.
La ragione per cui sta nello statuto conviene dirla per intero, perché un diritto vitalizio riservato a chi ha scritto le regole è la prima cosa che un lettore attento va a cercare. I tre fondatori chiedono di poter abitare la casa per il resto della propria vita perché è il luogo che hanno voluto e dove intendono stare, e perché chi ha scritto una regola dovrebbe restare dove quella regola si applica: è una garanzia per chi la subisce, e non un potere su di loro. Il diritto non ne attribuisce alcuno. Chi abita in forza di esso osserva il niẓām come ogni altro residente, dispone di un voto se è rafīq e di nessuno se non lo è, e non può né approvare né sospendere una deliberazione del majlis. Nulla impedisce a un fondatore di andarsene, come a chiunque altro; il diritto dice soltanto che non può essergli tolto.
Perché sono nello statuto e non nella presentazione
Una dichiarazione di intenti si cambia riscrivendola. Una clausola statutaria modificabile soltanto all’unanimità si cambia soltanto se ogni rafīq, compreso quello che ne ha bisogno, è d’accordo a rinunciarvi.
Fra le condizioni che varrebbero come verdetto negativo sul progetto, quella cui diamo più peso è precisamente la necessità di modificare lo statuto entro tre anni per togliere il diritto di uscita, l’ammissione su domanda o la clausola di reciprocità. Se le salvaguardie risultassero incompatibili con il funzionamento della casa, allora la casa non andrebbe costruita, e saperlo varrebbe il prezzo di una.