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GOVERNO

Il governo della casa

Comando in bottega, uguaglianza nel majlis. Le due esigenze stanno insieme soltanto se sono distinte per iscritto.

Il majlis

I membri della casa si chiamano fra loro rifāq, compagni, ed è il nome che queste pagine adoperano per quelli che negli atti costitutivi sono i soci. Tutti i rifāq hanno uguali diritti, e ciascuno dispone di un solo voto nel majlis, il consesso che delibera, qualunque sia la sua funzione nel lavoro, la sua anzianità o il suo apporto economico.

Le funzioni operative attengono esclusivamente all’organizzazione del lavoro e alla responsabilità tecnica e di sicurezza: il muʿallim che regge la bottega, il nāʾib che lo sostituisce, il ṣāniʿ che impara lavorando. Nessuna di esse attribuisce un diritto ulteriore nella vita della casa, né voto plurimo, né potere di veto. Un muʿallim e un ṣāniʿ, nel majlis, valgono esattamente lo stesso.

Dove fra rifāq intercorra un rapporto di lavoro restano ferme le norme inderogabili che lo disciplinano, compreso il vincolo di subordinazione nell’esecuzione della prestazione. Nessuno statuto può rinunciare alla subordinazione dove la legge la impone, e fingere il contrario renderebbe il testo inapplicabile al primo contenzioso.

Sei mesi prima del voto

L’ammissione è preceduta da un periodo di prova retribuita di due o quattro settimane, svolto in cantiere o in bottega. Superata la prova, l’aspirante è ammesso come ṣāniʿ con contratto di apprendistato a termine definito, con data di inizio e di conclusione scritte. Decorsi sei mesi acquista la qualità di rafīq con pieno diritto di voto, salvo diversa deliberazione motivata del majlis.

Le materie sottratte al majlis

Il majlis approva il bilancio, elegge e revoca il majlis al-umanāʼ, il consiglio dei fiduciari che amministra, delibera sulle esclusioni, approva e modifica il niẓām ad-dār, l’ordinamento della casa. Restano sottratte alla sua deliberazione le norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro, le prescrizioni relative al restauro dei beni vincolati e gli obblighi di legge, che costituiscono il perimetro entro il quale il majlis è sovrano.

Il rafīq si astiene dalla deliberazione quando essa riguardi il suo compenso, il suo contratto o un provvedimento a suo carico. Senza l’obbligo di astensione, una casa in cui chi lavora elegge chi lo dirige diventa ingovernabile alla prima tensione.

Il regolamento provvisorio decade da solo

Il primo niẓām ad-dār è provvisorio e decade di diritto al primo majlis nel quale i rifāq diversi dai sottoscrittori dell’atto costitutivo costituiscono la maggioranza; in quella sede viene riadottato, emendato o sostituito. La decadenza automatica evita che il testo scritto dai fondatori, quando il majlis era composto da loro soltanto, pesi per anni più di quelli che verranno dopo.

Chi finanzia non governa

Le deliberazioni del majlis non sono soggette ad approvazione, conferma, veto o riforma da parte dei fondatori, dei finanziatori, dei sostenitori o di alcun soggetto esterno. A nessuno di tali soggetti sono riservati poteri di nomina o di designazione negli organi sociali, quote di voto ulteriori, categorie speciali di soci o facoltà di sospendere l’efficacia delle deliberazioni, e l’apporto di mezzi non può essere condizionato all’attribuzione di alcuno di questi poteri.

Ai tre fondatori sarà riservato un diritto personale, vitalizio e non trasmissibile di alloggio in tre appartamenti al primo piano dell’ala nord, da costituire con atto notarile contestualmente all’acquisto: un diritto reale lo costituisce il proprietario, e la proprietà non è stata ancora acquisita. Chi risiede nella casa in forza di quel diritto osserva le regole comuni come ogni altro residente: se è rafīq dispone di un voto come ogni altro rafīq, se non lo è non partecipa alle deliberazioni. Un diritto reale di abitazione è opponibile ai terzi e sopravvive alle vicende dell’associazione, mentre una clausola statutaria potrebbe essere rimessa in discussione da un majlis futuro; la non trasmissibilità evita che fra trent’anni abiti nella casa qualcuno che non ha mai presentato domanda di ammissione.

Anche queste disposizioni sono modificabili soltanto con il voto favorevole di tutti i rifāq.

Nizam ad-dar, il regolamento·I nomi della casa·Le salvaguardie