ACQUA
L’acqua
Nella cultura idraulica andalusa ogni dispositivo ha un nome e una funzione, e le due cose coincidono con una precisione che l’ornamento non spiegherebbe.

L’acequia distribuisce l’acqua per turni regolati, l’alberca la conserva nel giardino e nel podere, l’aljibe è la cisterna pubblica, spesso addossata alla moschea, il qanat la capta in galleria con lieve pendenza e pozzi intermedi, la noria la solleva. Le acequie dei giardini, osserva Carmen Trillo San Jose, non servivano soltanto a irrigare ma «a rinfrescare l’ambiente e a creare un’atmosfera distesa, con suoni e odori propri».
Il lessico è rimasto in Sicilia
Il siciliano conserva ancora oggi il lessico idraulico e agrario di età islamica: gebbia, dall’arabo jabiya, la vasca di raccolta; saia, da saqiya, il canale murato; senia, da saniya, la noria; margio, da marj, il terreno umido. Altri termini, come catusu per il condotto e dammusu per la volta, arrivano al siciliano attraverso l’arabo ma risalgono a una base greca.
La circostanza ha un rilievo che va oltre l’erudizione: gli stessi manufatti, con gli stessi nomi, sono ancora in uso nelle campagne dell’isola. Una gebbia da recuperare sulla proprietà e un’alberca andalusa sono lo stesso oggetto, e il muratore che la rintonaca a calce non ha bisogno che gli si spieghi a che cosa serve.
I due dispositivi nella corte
La vasca a filo di pavimento
Al centro della corte, a filo del pavimento. È la fisqiya delle case arabo-andaluse, una vasca al livello del suolo pensata per esporre all’aria la maggiore superficie d’acqua possibile. L’espressione più compiuta di questo principio si trova al Patio de los Leones e al Patio de la Acequia dell’Alhambra, due corti dove l’acqua disposta a raso raffresca l’aria prima di riflettere il cielo.
Il salsabil
Il salsabil è una lastra inclinata, spesso ondulata, su cui l’acqua scende in lama sottile: la forma serve a massimizzare la superficie esposta all’aria, e con essa l’evaporazione, l’ossigenazione dell’acqua e il rumore che copre le voci. Nel progetto è addossato al muro del giardino e non al centro della corte, che conserva la propria vasca.
Ne esiste un esemplare siciliano ancora in opera. Nella Sala della Fontana del Palazzo della Zisa a Palermo, costruita fra il 1165 e gli anni immediatamente successivi, l’acqua scivola su una lastra marmorea inclinata decorata a chevron e prosegue in una canaletta a pavimento fino a due vasche. L’edificio è dotato di canne di ventilazione e di aperture in riscontro che assicuravano il ricambio d’aria estivo.
La raccolta, che viene prima dell’ornamento
Nessuno dei due dispositivi ha senso senza una riserva che li alimenti senza consumare acqua di pozzo. Il progetto prevede trecento metri cubi di cisterne interrate sotto la corte, lo scavo delle quali precede il restauro delle ali ed è subordinato alla verifica archeologica preventiva, il recupero delle vasche esistenti con rifacimento degli intonaci interni e filtrazione, e il dispositivo di scarto della prima pioggia, che è quella che porta con sé la polvere dei tetti.
L’impianto idrico-sanitario è a doppio circuito, con l’acqua piovana e l’acqua potabile separate. I reflui sono trattati con fitodepurazione dimensionata su quaranta abitanti equivalenti, non essendoci fognatura pubblica.
L’acqua cantata
Nella poesia andalusa l’acqua non è mai un semplice elemento tecnico, ed è trattata con la stessa attenzione che si riserverebbe a un volto.
وَالرَّوْضُ عَنْ مَائِهِ الفِضِّيِّ مُبْتَسِمٌ • كَمَا شَقَقْتَ عَنِ اللَّبَّاتِ أَطْوَاقَا
Wa-r-rawḍu ʿan māʾihi l-fiḍḍiyyi mubtasimun / kamā shaqaqta ʿani l-labbāti aṭwāqā
«E il giardino sorride sopra la sua acqua d’argento, come quando si schiudono le collane sopra il petto.»
Ibn Zaydun (Cordova, 1003-1071), dalla qasida di al-Zahra’. Lezione al-labbat, quella dei repertori.
NOTA SULLE FONTI
Le funzioni climatiche dell’acqua nell’architettura andalusa sono affermate dalla letteratura storica in termini qualitativi. Misure di abbassamento della temperatura ottenute da vasche o da lame d’acqua non risultano pubblicate da alcuna fonte istituzionale, e questo sito non ne riporta.