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CHI PORTA

Chi porta il progetto

Il progetto è condotto da Pietro Siffi, che ne ha scritto i documenti e ne segue la costituzione.

Studio

Formazione accademica in storia e filosofia medievale, e un percorso professionale come country manager in società tecnologiche internazionali, con collaborazioni con fondazioni culturali statunitensi. Si occupa di progettazione di comunità intenzionali e di sociologia degli spazi, e ha curato la realizzazione di eventi e mostre.

Non si occupa di operazioni immobiliari nel senso corrente del termine. Il lavoro consiste nel disegnare assetti umani e produttivi in cui il rigore gestionale stia insieme a una concezione umanistica del lavoro, restituendo al mestiere manuale e al territorio una dignità durevole. Lo stesso impianto è stato scritto due volte: qui, e per una casa dei mestieri nella medina di Fez.

Quale posizione avrà nella casa

Nessun potere sull’assemblea. Le deliberazioni dell’assemblea non sono soggette ad approvazione, conferma, veto o riforma da parte del fondatore; non gli sono riservati poteri di nomina o di designazione negli organi sociali, quote di voto ulteriori o categorie speciali di soci.

Gli è riservato il diritto personale, vitalizio e non trasmissibile di alloggio nei locali a ciò designati, costituito con atto notarile. Chi risiede nella casa in forza di quel diritto osserva le regole comuni come ogni altro residente: se è socio dispone di un voto come ogni altro socio, se non lo è non partecipa alle deliberazioni. Anche questa disposizione è modificabile soltanto all’unanimità.

La ragione della clausola è pratica prima che morale. Un progetto di questo tipo non regge se dipende da chi lo ha avviato, e il modo più semplice per verificarlo è togliere a quella persona, per iscritto e fin dall’inizio, ogni strumento per imporsi. Se lo statuto funziona, deve poter essere fondato di nuovo da persone che non sono chi lo ha scritto.

I due progetti gemelli

La casa siciliana e quella di Fez condividono lo stesso protocollo e non condividono nulla di patrimoniale. Sono due prove distinte dello stesso impianto in due ordinamenti e due tradizioni religiose, ed è per questo che lo statuto è stato scritto prima in Sicilia e poi riscritto in Marocco senza modificarne le clausole fondamentali.

Riad Al-Uns, Fez·Scrivere