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SOTTOSUOLO

Il fresco del sottosuolo

A qualche metro di profondità la temperatura del terreno oscilla molto meno di quella dell’aria, e con uno o due mesi di ritardo. È la terza leva del raffrescamento, e in questo clima è più efficace della ventilazione notturna.

Il giardino nord e i condotti

Il dato, con la sua incertezza

Il terreno indisturbato converge sulla media annua dell’aria — a Ragusa circa sedici gradi e mezzo — soltanto al di sotto dei dieci metri. A due o tre metri l’oscillazione stagionale è attenuata ma ancora presente e sfasata di uno o due mesi: in agosto ci si attendono valori dell’ordine dei diciotto-ventuno gradi, crescenti al diminuire della profondità.

È un calcolo di modello e non una misura in sito. Poiché il dato è portante per il dimensionamento del condotto, va misurato sul posto prima di eseguire l’opera, e la misura è una delle verifiche previste dalla fase in corso.

Il condotto interrato

Il progetto prevede centocinquanta metri lineari di condotto interrato che prende aria dal giardino nord, la fa percorrere sottoterra e la immette negli ambienti. L’aria cede calore al terreno lungo il percorso e arriva più fresca di quanto sia entrata, con un consumo elettrico limitato al ventilatore che la muove.

Due condizioni decidono se un dispositivo di questo tipo funziona o diventa un problema sanitario: la pendenza continua con raccolta e scarico della condensa, e l’accessibilità per l’ispezione e la pulizia. Entrambe vanno risolte nel progetto esecutivo, e un condotto che non le risolva è meglio non costruirlo.

Che cosa insegnano i qanat siciliani, e che cosa non insegnano

La piana di Palermo conserva una rete di gallerie drenanti di tipo qanat. I più antichi documentati, a Danisinni e allo Scibene, risalgono al dodicesimo e al tredicesimo secolo; altri, come il Gesuitico Alto, furono scavati fra il sedicesimo e il diciannovesimo. Accanto ai qanat la tradizione locale distingue gli ingruttati, cunicoli di collegamento fra pozzi, e i catusi, condotti in terracotta.

Alla stessa rete si innestano le cosiddette camere dello scirocco: ambienti ipogei voltati, raffrescati dal passaggio di acqua corrente in una canaletta, talvolta dotati di lucernari. Qui occorre una correzione che si legge di rado. La tipologia si diffonde nelle ville nobiliari fra il sedicesimo e il diciottesimo secolo — la più antica documentata è del 1552 — riutilizzando un’infrastruttura idraulica di origine medievale. Non sono un’invenzione dell’età islamica, e chi le presenta come tali sta anticipando di cinque secoli. Fa eccezione il caso dei vani ipogei del palazzo dell’Uscibene, di età arabo-normanna, dove una grotta percorsa dall’acqua della sorgente era sfruttata allo stesso scopo.

Ciò che questi manufatti insegnano, e che vale la pena riprendere, è il principio combinato: non l’aria raffrescata dal terreno soltanto, ma l’aria raffrescata dal terreno e insieme dall’evaporazione di acqua corrente lungo il percorso. Il condotto del giardino nord può ricevere quell’aggiunta a costo modesto, ed è il punto in cui il precedente siciliano diventa una prescrizione tecnica invece di una citazione.

Il freddo conservato

Sugli Iblei e sull’Etna il freddo fu conservato in neviere, cave e cupole interrate dove la neve invernale, coperta di felci e fogliame, si serbava fino all’estate: un commercio documentato fra Seicento e Ottocento, con esportazione fino a Malta. Non è un’istituzione di età islamica ed è citata qui per una ragione soltanto: nella stessa area, con gli stessi materiali, qualcuno ha già risolto il problema di tenere basso un ambiente interrato per mesi, e le sue soluzioni sono ancora osservabili.

NOTA SULLE FONTI

La datazione dei qanat palermitani segue P. Todaro, G. Barbera, A. Castrorao Barba e G. Bazan, Qanats and historical irrigated landscapes in Palermo’s suburban area, in «Post-Classical Archaeologies» 10 (2020). Per le camere dello scirocco, E. e M. Saeli, La Camera dello Scirocco di Villa Naselli di Gela a Palermo (2022). I valori di temperatura del terreno sono ricavati per modello dai dati climatici di Ragusa e vanno confermati da misura in sito.

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