CLIMA

Aria, acqua e ombra

La casa non avrà condizionamento meccanico negli ambienti di vita e di lavoro. Non per partito preso, ma perché sull’altopiano ibleo i quattro dispositivi antichi bastano, a condizione di dimensionarli sui numeri veri invece che su un’immagine di Oriente.

CHE COSA SI INTENDE

L’assenza di ventilatori e di aspiratori riguarda i dispositivi di raffrescamento e di riscaldamento, che sono quelli arabo-andalusi descritti in queste pagine e lavorano per differenza di temperatura e di pressione. Restano meccaniche tre cose, che con il clima degli ambienti non hanno a che fare: l’estrazione della cucina e quella del laboratorio, che sono requisiti d’igiene e di sicurezza del lavoro; il ventilatore del condotto interrato, se la galleria dello scirocco si farà; e, per l’hammam, un’estrazione da valutare in progetto, dal momento che potrebbe bastare il tiraggio della canna.

Acqua corrente sulla pietra

I numeri del luogo, prima di tutto il resto

Sull’altopiano ibleo le medie estive si attestano intorno ai ventinove o trenta gradi di massima e ai venti o ventuno di minima, con un’escursione giornaliera di circa nove gradi e umidità relativa fra il cinquantacinque e il sessanta per cento. È un regime diverso da quello continentale di Fez, dove l’escursione supera i diciassette gradi e l’aria estiva è molto più secca.

La differenza ha una conseguenza progettuale precisa, e conviene enunciarla subito perché è l’errore in cui cade quasi ogni progetto che si richiami all’architettura mediterranea. A Fez la strategia è caricare la massa muraria con il freddo della notte e attraversare il giorno sulla riserva accumulata; qui la notte non è abbastanza fredda perché la ventilazione notturna sia il motore principale del raffrescamento. Qui la massa lavora bene per un’altra ragione: il picco diurno da smorzare è contenuto, e trenta gradi smorzati e sfasati di alcune ore diventano una temperatura interna accettabile senza alcun apporto di energia.

La ventilazione notturna resta utile e va progettata, come integrazione. Le altre tre leve — l’ombra, l’acqua in movimento e il contatto con il terreno profondo — portano qui un peso maggiore che a Fez.

I quattro interventi sull’involucro

Prima di ogni dispositivo, il restauro ripara quattro cose che oggi lavorano contro l’edificio.

Nessuno di questi quattro è suggestivo, e tutti e quattro pesano sul comfort estivo più di qualunque fontana. Le fontane hanno la loro ragione, che è discussa nella pagina sull’acqua, ma vengono dopo.

NOTA SULLE FONTI

I dati climatici sono le normali 1991-2020 per Ragusa, confrontate con le normali 1991-2020 per Fez. I quantitativi delle lavorazioni provengono dal computo di massima redatto su superfici stimate: vanno sostituiti con il computo metrico estimativo dell’ingegnere incaricato, che è l’oggetto della fase in corso. Su un bene vincolato mai rilevato lo scostamento atteso è nell’ordine del trenta per cento.